Varsavia, Viaggio in Polonia, Agosto 2007
Il primo ricordo che ho di Varsavia è cinematografico. Tutti i dieci episodi del "Decalogo" sono ambientati in un unico condominio della città, formato da enormi palazzi grigi, in cui le storie dei personaggi si svolgono e a volte si sfiorano. Una volta caduta la cortina di ferro i polacchi li hanno colorati, ma non interamente, solo a strisce. Il grigio del passato a far da sfondo alle righe gialle o arancio del presente.
Poi ho visto le sue magnifiche piazze e vie del centro ne "La doppia vita di Veronica" sempre di Kieslowski e ho capito che c'era di più, molto di più una volta varcato il confine delle periferie. Anche Varsavia è stata bombardata e quasi rasa al suolo, è stata ricostruita fedelmente, al pari di Danzica. Non c'è luogo della città che non ricordi gli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Visitate il suo centro, vie e piazze magnifiche, parchi e giardini, chiese e castelli ma non perdete l'opportunità di conoscere la sua storia.
Visitate l'antico ghetto ebraico e il museo della prigione di Pawiak, prima utilizzata per imprigionare gli oppositori politici degli zar e poi come base della Gestapo, arrivate al punto in cui partivano i treni che deportavano gli ebrei a Treblinka, entrate al Museo dell'insurrezione di Varsavia (http://www.1944.pl/): questo posto è tutto tranne che noioso o banale, ci sono decine di filmati, foto, testimonianze dei protagonisti di quel breve ma intenso momento storico in cui la Polonia tentò di liberarsi dall'occupazione tedesca.
Io alloggiavo appena fuori dal centro, tutte le mattine andavo a prendere l'autobus nella stessa piazza, di cui ricordo il nome, ricordo solo che era vicina ad una stazione ferroviaria perchè si vedevano i binari poco lontano. Chissà se arrivavano anche loro col treno o con qualche altro mezzo, erano già lì di prima mattina: donne anziane, venute dalla campagna a vendere poche uova fresche e qualche verdura del loro orto. Sedute sulle cassette di legno ad aspettare, un fazzoletto per riparare la testa dal sole e tanta stanchezza disegnata sul volto.



Commenti