Il giallo di Via Tadino

Questo racconto non mi ha entusiasmato, per lo meno non come esponente della letteratura cosiddetta "gialla". Il mistero di fondo, quello di una donna che cade dal quarto piano di una casa di ringhiera, a Milano in un quartiere all'epoca popolare come quello di Porta Venezia, non ha degli sviluppi così appassionanti da tenerti incollato alla narrazione.
Il commissario Arrigoni, incaricato delle indagini, è però un personaggio che rispecchia in effetti in maniera molto verosimile gli anni Cinquanta in cui il racconto è ambientato. E' una persona onesta, integra, un cinquantenne intelligente con un metodo razionale e pacato di fare il proprio mestiere. E' marito e padre in una Milano che sta per entrare nella favolosa epoca del boom economico e dimostra un'apertura mentale   quasi straordinaria per i suoi tempi. Temo purtoppo che, nonostante questo, per i lettori che non conoscono il capoluogo lombardo questo tipo di fascino e interesse risulti nullo, riducendo i motivi per cui varrebbe la pena leggere una storia di cui si intuisce presto la fine e che non è davvero nulla di originale rispetto a tanti altri racconti del genere.

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